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Ricarica

Colonnine HPC in Italia: come funziona la ricarica ultra-rapida

Cosa sono le colonnine HPC, quanto costano, dove si trovano e come usarle bene per ricaricare l'auto elettrica in pochi minuti durante un viaggio.

Colonnina di ricarica ad alta potenza

Le colonnine HPC — High Power Charging — sono il tassello che rende l'auto elettrica davvero adatta ai viaggi lunghi. Mentre una wallbox domestica eroga tra 3,7 e 22 kW, una colonnina HPC lavora in corrente continua a potenze che vanno dai 150 ai 400 kW. La differenza, in pratica, è quella tra una ricarica notturna di diverse ore e una sosta di quindici-venti minuti in autostrada.

In questa guida spieghiamo come funziona davvero questa tecnologia, cosa aspettarsi in termini di tempi e costi, e come pianificare un viaggio senza ansia da autonomia.

Cosa significa "ricarica in corrente continua"

La batteria di un'auto elettrica immagazzina energia in corrente continua (DC). Quando si ricarica da una presa domestica o da una wallbox, l'energia arriva in corrente alternata (AC) e viene convertita in DC dal caricatore di bordo dell'auto. Questo caricatore interno ha un limite — tipicamente 7,4, 11 o 22 kW — ed è il vero collo di bottiglia della ricarica AC.

Le colonnine HPC saltano questo passaggio: convertono l'energia in DC direttamente nella colonnina e la inviano alla batteria. È per questo che possono raggiungere potenze molto più alte. Il limite, in questo caso, lo impone l'auto: ogni modello dichiara una "potenza di picco in DC" che la batteria è in grado di accettare.

Quanto è veloce, davvero

La potenza massima dichiarata è solo un numero di targa. Durante una ricarica reale la potenza non resta costante: segue una curva. Tipicamente è alta nella fase iniziale — diciamo tra il 10% e il 50-60% di carica — e poi cala progressivamente per proteggere le celle. Per questo il dato più utile non è "quanti kW" ma "quanti minuti per andare dal 10 all'80%".

L'80% è un riferimento ricorrente per due motivi. Primo: oltre quella soglia la ricarica rallenta sensibilmente, quindi gli ultimi 20% richiedono spesso lo stesso tempo del tratto 10-80%. Secondo: per un viaggio conviene ripartire prima e fare soste più brevi e frequenti, piuttosto che aspettare il 100%.

Un altro fattore decisivo è il precondizionamento: molte auto, se la navigazione è impostata verso una colonnina, portano la batteria alla temperatura ideale durante la marcia. Una batteria fredda, in inverno, può accettare una potenza molto inferiore a quella di targa. Impostare la colonnina come destinazione nel navigatore di bordo non è un dettaglio: è ciò che fa la differenza tra una sosta da venti minuti e una da quaranta.

Architettura a 400 e 800 volt

I modelli più recenti adottano un'architettura elettrica a 800 volt invece dei tradizionali 400. Il vantaggio è che, a parità di potenza, servono correnti più basse, con meno perdite e meno calore. In pratica le auto a 800 volt riescono a mantenere potenze elevate più a lungo lungo la curva di ricarica, ed è qui che le colonnine da 350 kW in su danno il meglio.

Un'auto a 400 volt, invece, difficilmente sfrutterà tutta la potenza di una colonnina HPC di fascia alta: si fermerà al suo tetto. Non è un problema — significa solo che, per quel modello, una colonnina da 150 kW e una da 350 kW offrono tempi simili.

Quanto costa

La ricarica pubblica in DC si paga quasi sempre a kWh, con tariffe che variano in base all'operatore, all'eventuale abbonamento e alla potenza del punto di ricarica. In generale, ricaricare su rete HPC costa di più che ricaricare a casa: è il prezzo della velocità e della comodità in viaggio.

Per contenere la spesa valgono alcune regole pratiche:

  • Sottoscrivere l'abbonamento o la tessera dell'operatore che si usa più spesso, quando previsto, abbassa il prezzo al kWh.
  • Le app degli operatori e gli aggregatori mostrano il prezzo prima di iniziare: conviene controllarlo, perché può variare anche di molto tra due colonnine vicine.
  • Ricaricare fino all'80% in HPC e completare a casa o in destinazione, dove l'energia costa meno, è quasi sempre la strategia più economica.

Come pianificare un viaggio

Pianificare un viaggio lungo in elettrico non è complicato, ma richiede un approccio diverso rispetto al pieno di benzina. Qualche indicazione:

  1. Parti con la batteria carica. La ricarica più economica resta quella domestica notturna: arrivare in autostrada già al 90-100% allunga la prima tratta.
  2. Pianifica soste, non rifornimenti. Meglio due soste brevi da quindici minuti che una lunga: si sfrutta la parte veloce della curva e si spezza il viaggio.
  3. Controlla in anticipo le colonnine sul percorso. Le app di navigazione dedicate alla mobilità elettrica e quelle di bordo indicano i punti di ricarica, la potenza e spesso lo stato di occupazione in tempo reale.
  4. Tieni un piano B. Avere in mente una colonnina alternativa lungo il tragitto evita brutte sorprese se quella prevista è occupata o fuori servizio.

Lo stato della rete italiana

La rete di ricarica ad alta potenza in Italia è cresciuta molto, concentrandosi soprattutto lungo i corridoi autostradali e nei pressi delle grandi arterie. La copertura non è uniforme: alcune tratte sono ben servite, altre — soprattutto in aree interne e in alcune zone del Centro-Sud — restano più scoperte.

Per chi viaggia regolarmente su lunghe percorrenze il consiglio è di conoscere i punti di ricarica dei tragitti abituali e di non affidarsi a una sola rete: avere le app di più operatori riduce il rischio di trovarsi senza alternative.

In sintesi

Le colonnine HPC hanno reso l'auto elettrica compatibile con i viaggi lunghi. Per usarle bene servono poche accortezze: precondizionare la batteria, ragionare in termini di soste brevi fino all'80%, controllare i prezzi e pianificare il percorso con un margine. Con queste abitudini, la "ricarica" diventa semplicemente una pausa caffè un po' più consapevole.

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Domande frequenti

Quante colonnine ultra-rapide ci sono in Italia?

Sulla nostra mappa, costruita sui dati Open Charge Map, risultano 629 punti ultra-fast da almeno 150 kW, dentro un insieme di 2.424 colonnine fast (≥50 kW). Il quadro nazionale Motus-E a inizio 2026 conta 78.253 punti pubblici totali, in crescita di oltre 12.000 l’anno, con la rete autostradale a quota 1.461 punti. La copertura cresce, ma non è uniforme: prima di un viaggio conviene guardare la tratta reale.

Quanto dura una sosta a una colonnina HPC?

Per la maggior parte dei modelli recenti, la fascia utile 10-80% si copre in 18-35 minuti, a seconda della potenza che l’auto accetta e della temperatura della batteria. Il precondizionamento — impostare la colonnina nel navigatore — è ciò che avvicina la sosta al tempo migliore. Oltre l’80% la ricarica rallenta: quasi sempre conviene ripartire.

Perché la mia auto non ricarica alla potenza dichiarata dalla colonnina?

Perché comanda il più lento dei due: se l’auto accetta al massimo 100 kW, una colonnina da 350 kW ne erogherà 100. Contano poi la temperatura della batteria (fredda = potenza ridotta), lo stato di carica (più è piena, più rallenta) e l’eventuale condivisione di potenza tra stalli adiacenti.

Serve l’abbonamento per ricaricare in HPC?

No: quasi tutti gli operatori permettono la ricarica occasionale via app o carta. Gli abbonamenti abbassano il prezzo al kWh per chi usa spesso la stessa rete. La strategia più economica resta ricaricare in HPC solo il necessario per il viaggio e completare a casa o a destinazione.