Il problema non è il viaggio: è quando arrivi
Ricaricare l'auto elettrica in vacanza è il classico problema impostato male. Tutti si preoccupano del viaggio — le soste in autostrada, i tempi, le code al casello — e quasi nessuno pensa alla parte che dura di più: le due o tre settimane sul posto, dove l'auto fa 30-40 km al giorno tra spiaggia, paese e gite, e dove una presa qualunque risolve tutto. La verità che ho imparato in tre estati elettriche è questa: il viaggio si pianifica in dieci minuti con gli strumenti giusti, la vacanza si organizza prima di partire. Ed è la parte facile, se sai dove guardare.
Questa guida copre i tre scenari veri dell'estate: la seconda casa con la sua presa, il campeggio o la struttura ricettiva, e le colonnine delle località turistiche. Con i costi 2026 messi in fila.
La seconda casa: la presa più sottovalutata d'Italia
Se hai una seconda casa con anche solo una presa esterna, hai già un'infrastruttura di ricarica. Il cavo di ricarica occasionale in dotazione a quasi tutte le elettriche lavora a 8-10 ampere, cioè circa 2 kW: significa 10-15 km di autonomia recuperati per ogni ora di collegamento. Sembra poco. Ma su una notte da dieci ore sono 100-150 km, e su una vacanza dove l'auto riposa più di quanto giri, è più che sufficiente: attacchi la sera, al mattino sei sempre pieno.
Tre attenzioni, tutte serie. Primo: la presa deve essere in buono stato e ben cablata — le prese esterne delle case al mare, ossidate da anni di salsedine, sono il punto debole; se scaldano dopo un'ora, fermarsi e chiamare un elettricista. Secondo: il contatore. Le utenze delle seconde case hanno spesso 3 kW e regimi non residenti: la ricarica notturna a 2 kW ci sta dentro comodamente, ma non insieme al forno e al condizionatore — programmala dall'auto nelle ore in cui la casa dorme. Terzo: se la seconda casa è il tuo rifugio di ogni estate, i 300-500 euro di una wallbox con installazione a regola d'arte si ripagano in comodità e sicurezza; in fondo è lo stesso ragionamento della prima casa, con il vantaggio che qui l'auto sosta ancora di più.
Il costo? Al prezzo medio 2026 dell'energia domestica, il chilometro da seconda casa viaggia sui 4-5 euro ogni 100 km. Una vacanza intera di spostamenti locali: 15-25 euro di elettricità. Meno di un pieno di aperitivi.
E se la seconda casa ha un tetto libero, il pensiero lungo va fatto: un piccolo impianto fotovoltaico trasforma la casa delle vacanze nella stazione di ricarica più economica della vostra vita — l'auto sosta proprio nelle ore di sole, che è l'accoppiata perfetta, e i conti del sole nel serbatoio tornano ancora meglio che in città. Non è un progetto da fare per ferragosto, ma è il genere di investimento che cambia le estati di dieci anni.
Campeggi, agriturismi e hotel: chiedere prima, sempre
Il mondo delle strutture ricettive si è mosso parecchio, ma in ordine sparso. Gli hotel e gli agriturismi con colonnina dedicata ormai si trovano e si filtrano direttamente dalle app di prenotazione: se la struttura la offre, chiedi prima se è a pagamento, a che potenza e se va prenotata — la colonnina singola dell'hotel pieno ad agosto è per definizione contesa.
I campeggi sono il caso più interessante e più delicato. Le piazzole hanno le prese CEE industriali (le "blu" da camper), che con l'adattatore giusto ricaricano l'auto a 2-3 kW senza problemi tecnici. Il punto non è tecnico: è contrattuale. La corrente della piazzola è dimensionata e tariffata per il frigo del camper, non per 40 kWh di batteria. La regola è una e non ammette furbizie: si chiede alla direzione, si concorda un prezzo — molti campeggi ormai hanno un listino kWh o un forfait giornaliero — e si ricarica alla luce del sole. Collegarsi di nascosto è il modo migliore per far vietare la pratica a tutti quelli che arrivano dopo.
Le colonnine delle località turistiche: il piano B che diventa piano A
Le mete turistiche italiane si sono attrezzate a velocità sorprendente: dove tre anni fa c'era una colonnina solitaria e occupata, oggi i comuni costieri e di montagna mediamente offrono più punti AC da 22 kW, spesso nei parcheggi d'ingresso al paese — perfetti per la logica "parcheggio, giro, torno". La mappa delle colonnine filtrata sulla località, guardata prima di partire, ti dice esattamente su cosa puoi contare.
Sui costi, il quadro 2026 delle reti pubbliche va da circa 0,45 €/kWh delle AC con abbonamento fino a 0,99 delle HPC a consumo: la differenza tra ricaricare bene e ricaricare quando capita, su una vacanza, vale 30-40 euro. I dettagli operatore per operatore li abbiamo messi in fila nel confronto tariffe. Le tre regole d'oro estive: attiva le app dei due operatori più presenti nella zona prima di partire (le registrazioni con documento non si fanno volentieri in ferie), salva due alternative per ogni colonnina che consideri "tua", e ricorda che ad agosto la colonnina AC del lungomare alle 11 di sera è molto più libera che alle 19.
Il piano completo in mezz'ora, prima di partire
Ricapitolo il metodo, che è poi quello che uso io. Una settimana prima: controlla sulla mappa le colonnine della destinazione e salva le alternative; se vai in struttura, una mail per chiedere di colonnina o presa; se vai in seconda casa, verifica lo stato della presa esterna e metti in valigia il cavo occasionale (e l'eventuale adattatore CEE se passi dal campeggio). Il giorno del viaggio: pianifica le soste con un margine del 15% e goditi la strada — in autostrada ormai è routine. All'arrivo: attacchi l'auto, e per due settimane il problema ricarica semplicemente non esiste.
L'elettrico in vacanza non è una prova di coraggio: è logistica leggera, fatta una volta sola, prima di partire. Il calcolatore dei tempi ti toglie anche l'ultimo dubbio — quello sulla notte più corta che ti serve per ripartire pieno.