Ricarica auto elettrica in autostrada: cosa aspettarsi davvero
La ricarica auto elettrica in autostrada, su una colonnina HPC, richiede in genere tra 18 e 30 minuti per portare la batteria dal 10 all'80%, e costa intorno a 34-38 euro a sosta alle tariffe del 2026. Tradotto: il tempo di un caffè e una pausa, non un'attesa infinita. Il resto è questione di come pianifichi le fermate.
La paura più diffusa, quando si pensa a un viaggio lungo in elettrico, è restare piantati ore davanti a una presa. Nella vita reale non funziona così, a patto di capire due o tre cose su come carica una batteria e su come si distribuiscono le soste. Facciamo i conti in tasca, partendo dai numeri veri.
Le colonnine HPC: cosa sono e quanto spingono
HPC sta per High Power Charging, ricarica ad altissima potenza. Sono le colonnine che trovi nelle aree di servizio e nei punti strategici lungo le grandi direttrici, capaci di erogare 150, 300 e in alcuni casi 400 kW in corrente continua.
La potenza dichiarata dalla colonnina, però, è solo metà della storia. Quella che conta è la potenza che la tua auto è in grado di accettare. Un'elettrica con architettura a 400 volt assorbe in genere fra 100 e 175 kW di picco; una a 800 volt può arrivare oltre i 250 kW. Se attacchi un'auto da 130 kW di picco a una colonnina da 350, caricherai a 130: la colonnina non "spinge" più di quanto la batteria sappia ingoiare.
Per questo il tempo di sosta dipende più dall'auto che dalla colonnina. Prima di partire vale la pena conoscere il proprio numero: il calcolatore del tempo di ricarica ti dice quanti minuti servono per il tuo modello specifico sul tratto 10-80%.
Perché si carica dal 10 all'80% (e non oltre)
Qui c'è il concetto che cambia tutto. La velocità di ricarica non è costante. La batteria accetta tanta potenza quando è quasi scarica, poi rallenta progressivamente man mano che si riempie. Oltre l'80% la corrente cala in modo netto per proteggere le celle.
Il risultato pratico è questo: portare l'auto dal 10 all'80% può richiedere 25 minuti, ma aggiungere l'ultimo 20% per arrivare al 100% può prenderne altri 30 o 40. In autostrada è tempo buttato. Conviene fermarsi prima, caricare al volo fino all'80% e ripartire.
È un cambio di mentalità rispetto al pieno di benzina, dove riempi sempre il serbatoio fino all'orlo. Con l'elettrico in viaggio si ragiona a piccole dosi: tanti morsi, non un'unica abbuffata. Si arriva prima e, spesso, si spende anche meno.
Quanto costa una sosta: i numeri del 2026
Veniamo alla parte che pesa sul portafoglio. Le tariffe HPC nel 2026 si collocano nella fascia alta del mercato pubblico, perché paghi la comodità e la velocità.
| Operatore | Tariffa HPC indicativa (€/kWh) |
|---|---|
| Enel X Way (HPC) | 0,85 |
| Ionity (HPC) | 0,94 |
| Ionity con Passport Power | 0,47 |
| Plenitude UltraFast | 0,80 |
Facciamo un esempio concreto. Se carichi 40 kWh — un buon "morso" che ti aggiunge intorno ai 250-280 km reali su un'auto efficiente — a 0,90 €/kWh spendi 36 euro. La stessa identica energia, con un abbonamento dedicato a 0,47 €/kWh, te la porti a casa per meno di 19 euro.
La differenza è enorme e su un viaggio con due o tre soste diventa decisiva. Per questo, prima di un'estate di trasferte, vale la pena valutare un abbonamento alla rete che usi di più: trovi il confronto ragionato nella nostra guida alle app e tessere di ricarica. Per un quadro completo delle tariffe pubbliche, c'è anche il confronto delle reti.
Un'avvertenza sul contactless
Se paghi con carta di credito appoggiata al lettore della colonnina, la comodità ha un prezzo salato: il contactless costa fino al 40% in più rispetto alla tariffa dell'app dell'operatore. Su quella sosta da 40 kWh significa passare da 36 a oltre 50 euro. In viaggio, avere già installata l'app giusta non è un dettaglio: sono soldi veri.
Quanto costa il viaggio completo
Mettiamo che tu debba fare 600 km su un'elettrica che consuma circa 18 kWh/100km. Sono 108 kWh di energia per l'intero tragitto. Una parte la porti da casa con la batteria piena (un "pieno" da 60 kWh a casa costa 15-20 euro), il resto lo recuperi in autostrada.
Diciamo che parti carico e devi reintegrare 60 kWh durante il viaggio. A tariffa HPC piena (0,90 €/kWh) sono 54 euro. La stessa auto a benzina, sui 600 km, brucia intorno ai 75-80 euro di carburante ai 12-14 €/100km di riferimento. L'elettrico resta più conveniente anche con le tariffe autostradali, e diventa molto più vantaggioso se carichi a tariffa scontata o di notte.
Per impostare il tuo percorso con costi e tempi reali, il pianificatore di viaggio calcola dove fermarti e quanto spenderai, modello per modello.
Pianificare le soste senza ansia
La pianificazione realistica è quella che ti fa partire tranquillo. Ecco il metodo che uso io quando affronto una tratta lunga.
- Parto sempre con la batteria piena da casa. È l'energia più economica che avrai durante tutto il viaggio. Sprecare il primo tratto su una colonnina cara è un errore da principianti.
- Individuo due o tre soste HPC già prima di muovermi, distribuite in modo che a ogni tappa arrivi tra il 15 e il 25% di carica. Mai contare su un'unica colonnina lontana.
- Carico solo il necessario per raggiungere la sosta successiva con un margine del 10-15%. Niente pieni inutili.
- Tengo sempre un piano B a portata di mano: una colonnina alternativa a pochi chilometri, nel caso la prima sia occupata o fuori servizio.
La mappa delle colonnine ti mostra in tempo reale dove sono gli HPC sul percorso e, spesso, se sono liberi. È lo strumento che apro prima di ogni partenza.
I weekend di esodo: gestire le code
Qui sta la verità che pochi raccontano. Nei sabati di agosto e nei rientri della domenica sera, le aree di servizio più note vanno in saturazione. Può capitare di trovare tutte le colonnine HPC occupate, con un'auto o due in attesa. È il momento in cui la rete pubblica mostra il fianco.
Come me la cavo, in concreto:
- Anticipo la sosta. Invece di fermarmi all'area super-trafficata, esco un'uscita prima, dove spesso c'è una colonnina meno conosciuta e libera. Vale anche fermarsi in un centro commerciale fuori autostrada vicino allo svincolo.
- Non scendo mai sotto il 15%. Con un margine di carica gestisco l'imprevisto della coda senza panico: posso aspettare il mio turno o spostarmi a un'altra colonnina.
- Evito gli orari di punta. Partire alle sei del mattino, o far slittare il rientro di un paio d'ore, cambia completamente l'esperienza. Le colonnine alle sette di sera di domenica d'estate sono un campo di battaglia; alle dieci di sera sono deserte.
- Sfrutto le ore notturne. Le tariffe scendono e le code spariscono. Se il viaggio lo consente, caricare di notte è un doppio vantaggio.
La cosa importante da capire è che la coda non è un problema dell'elettrico in sé: è un problema di concentrazione di traffico in pochi punti e poche ore. Distribuendo le soste su orari e luoghi meno ovvi, sparisce quasi del tutto.
Il mio consiglio per chi parte la prima volta
Se è il tuo primo viaggio lungo in elettrico, fai una cosa sola: pianifica le prime due soste a tavolino prima di partire, e tieni d'occhio la percentuale di batteria come terresti d'occhio la lancetta del carburante. Dopo il primo viaggio, l'ansia svanisce e ti accorgi che la sosta da venti minuti ogni due ore e mezza non è un sacrificio, è una pausa che faresti comunque.
I numeri parlano chiaro: tempi di ricarica nell'ordine della mezz'ora, costi competitivi rispetto al carburante, e una rete che nel 2026 copre ormai le grandi direttrici senza buchi seri. L'unica regola d'oro è non improvvisare nei weekend di esodo. Per il resto, l'autostrada in elettrico è molto più semplice di quanto la si dipinga. Un'ultima nota di prudenza: le tariffe di ricarica cambiano spesso, quindi verifica sempre i listini aggiornati dell'operatore prima di programmare il budget del viaggio.